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Il Network dei Transumanisti Italiani è lieto di ospitare sul proprio sito, nonché sottoscrivere, la seguente replica di Tommaso Tosi (Rivoluzione Transumanista) a un articolo recentemente apparso su Notizie ProVita e intitolato "Transumanesimo: l’approdo ultimo dell’ideologia gender":

 

In questi giorni uno degli ultimi articoli del sito di ProVita onlus, Notizie ProVita, ha parlato di transumanesimo, suscitando lo sdegno e il dissenso di tutta la comunità transumanista italiana. Visitare BestAusCasinos.com e godersi i migliori casinò online! Non è difficile capire perché chiarendo innanzitutto che cos'è ProVita onlus: un'associazione di stampo cattolico conservatore sia sul piano religioso che su quello politico, volta a diffondere "i valori della Vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della Famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna", sostenendo posizioni tanto eticamente discutibili quanto logicamente infondate, in particolare quella secondo cui "qualsiasi legge che violi la legge naturale sia ingiusta e lesiva della dignità umana".

Ma si comprende ancora maggiormente lo sdegno se si legge il loro articolo, che spacciando il transumanesimo per la fase suprema di quell'invenzione mediatica che è "l'ideologia gender", ne offre una visione talmente grottesca, caricaturale e ideologicamente distorta che ci si trova quasi in difficoltà a capire da dove cominciare per mostrarne la falsità intrinseca.

Tralasciamo in questa sede le inesattezze tecniche e l'inattendibilità scientifica che permeano tutto l'articolo (dall'accusa di frode nei confronti della Alcor Life Extension Foundation che si occupa seriamente di crionica, alla presentazione macchiettistica della possibilità di mind uploading, fino ai dati scorretti sulla quantità di informazione contenuta in un cervello umano), di cui non ci stupiamo affatto e che ben rappresentano l'infondatezza dello stesso.

In effetti potremmo iniziare discutendo se e in che misura sia attendibile l'associazione del transumanesimo alla cosiddetta ideologia, o teoria, del gender... se almeno questa esistesse come teoria scientifica in ambito sociologico o come ideologia in senso filosofico proprio. In realtà l'"ideologia gender" non esiste: è un'espressione, ad oggi molto in voga, creata ad hoc e utilizzata dai conservatori e dai reazionari cattolici per distorcere gli studi di genere al fine di delegittimare il diritto degli omosessuali alle unioni civili e il valore della libertà sessuale e morfologica, nonché di creare consenso su posizioni intrinsecamente sessiste ed omofobe. Esattamente questo è lo scopo portato avanti nell'articolo, che riporta dei commenti del Cardinale Bagnasco sul transumanesimo, come: "Il gender edifica un "transumano" in cui l'uomo appare come un nomade privo di meta e a corto di identità”. Se parlasse con più cognizione di causa e più competenza sul tema, potrebbe forse comprendere che il transumanesimo, effettivamente sostenitore della libertà morfologica e del superamento dei vincoli biologici tramite la tecnologia, è semmai associabile al postgenderismo, che riguarda le suddette possibilità in relazione alla procreazione assistita, qui invece identificato come l'"ultimo approdo" dell'ideologia gender che a differenza della prima - una posizione filosofica esistente - sarebbe il prodotto di un movimento pericoloso, snaturato e degenerato esistente solo nella testa dei suddetti cattolici.

Ma se dubitiamo che l'identità, almeno culturale, degli autori sia effettivamente coerente o che si siano almeno letti attentamente la Genesi (visto che la morale cristiana non vuole certo la sottomissione supina alle leggi di natura, ma vede l'uomo come il continuatore dell'opera di Dio in Terra, fatto a sua immagine e somiglianza e dominatore delle altre forme di vita) l'identità e le radici culturali del transumanesimo sono invece forti e chiare. Solo la "Lettera a Madre Natura" di Max More descrive bene gli intenti transumanisti in quell'articolo, che riesce persino a suggerire in chiusura agli autori lo "slancio prometeico" che li caratterizza (Jonas definiva bene l'attuale mondo della tecnica come un "Prometeo irrimediabilmente scatenato"), mentre per il resto, non appena tentano di descriverlo con parole loro - da detrattori - cadono in fallo: li accusano di darwinismo, quando in realtà una delle finalità principali del transumanesimo è proprio il superamento della selezione naturale darwiniana tramite le tecnologiche mediche, genetiche e biorobotiche, e il rifiuto dei meccanismi impersonali della natura indifferente al benessere degli esseri umani e senzienti in generale è uno dei cardini della sua etica.

Li accusano di relativismo, quando in realtà la filosofia e l'etica transumaniste poggiano su fondamenti razionalistici e universalistici, e hanno radici strettamente moderne, precisamente umanistico-rinascimentali e illuministe, per questo neomoderni e in stridente contrasto con l'attuale cultura postmoderna, per l'appunto relativistica e nichilistica, nonché allergica a qualsiasi ottimismo tecnologico e alla tensione transumanista verso il progresso scientifico, culturale e umano in generale. L'autore di un articolo simile su "Libertà e Persona" - altra associazione sostenitrice del culto della "famiglia naturale" -, da cui buona parte dell'articolo di ProVita è stato ripreso e adattato, ci va in effetti più vicino: cita il "Novum Organum" di Francesco Bacone in riferimento all'annuncio profetico del dominio della natura tramite la tecnica al servizio dell'umanità, che fa del filosofo inglese - assieme all'utopica società ipertecnologica descritta ne " La Nuova Atlantide" - uno dei precursori delle idee transumaniste.

Non poteva infine mancare l'appoggio a posizioni illiberali e conservatrici in materia di bioetica, dove la possibilità di modificare gli embrioni tramite tecniche di ingegneria genetica (il recente caso CRISPR/Cas è un buon esempio, oltre che di progresso medico, anche di come infondati dogmi morali possano ostacolarlo) al fine di prevenire malattie genetiche, oppure il poter utilizzare la terapia genica per curare queste ultime, così come le patologie non mendeliane (tra cui le neoplasie e l'infezione da HIV) ed in generale qualsiasi malattia derivata dall'alterazione del genotipo viene visto non come una conquista fondamentale del progresso scientifico a favore del benessere e dell'autodeterminazione dell'umanità, ma come un pericoloso allontanamento dalla "sacra autoconservazione" dell'essere umano che rimanda, paradossalmente, a un biologicismo naturalista peraltro solo di recente fatto proprio dalla Chiesa (al fine di dare sostegno a una biogiuridica conservatrice), e – come già evidenziato – scarsamente compatibile con quelli che sono i tratti distintivi dell’antropologia cristiana.

Come ben vediamo, contro ai transumanisti, consapevoli di potersi emancipare dalle proprie determinazioni naturali e di poter conquistare così la libertà e il bene universale per il futuro proprio e del genere umano, ci sono ancora masse di individui avverse alla razionalità che preferiscono rimanere imprigionate nelle loro tradizioni retrogade e nelle loro credenze antiscientifiche anziché far fronte con coraggio alle sfide poste dal nuovo millennio, restando così contrarie a qualsiasi forma di progresso - sia esso scientifico o culturale - e sottomesse ai propri limiti di mente e di natura.

Tommaso Tosi (Rivoluzione Transumanista)

 

24/09/2015